L’architetto, artista e poeta Giorgio Fusco con un suo disegno artistico durante una presentazione della sue opere d’arte

RITA MASCIALINO INTERVISTA GIORGIO FUSCO – 12 giugno 2018.

Giorgio Fusco (Trieste 1946), figlio di madre triestina e di padre di Campobasso, da mamma triestina e papà di Campobasso a sua volta di ascendenza napoletana. A quattordici anni viene a mancare il padre e cresce educato da tre donne: la madre e le due nonne. Dopo aver conseguito la maturità classica al Liceo Dant4 Alighieri di Trieste, si iscrive alla Facoltà di Architettura del Politecnico e si laurea a pieni voti in Architettura con la tesi in ambito di urbanistica “Localizzazione della nuova Università della Calabria” nella quale uno studio profondissimo delle caratteristiche macroeconomiche del Sud precede la decisione di dove e come ubicare l’Università in un territorio dal tessuto economico privo di industrie. Vinco il concorso di Capo Ufficio Tecnico del Comune di Cinisello Balsamo, dove lavoro dal 1972 al 1978, sovrintendendo la stesura e l’approvazione del nuovo Piano Regolatore Urbanistico, premessa indispensabile del successivo Piano di lavori pubblici di urbanizzazione, piano interamente diretto da Fusco fino alla realizzazione completa con quindici miliardi di lire in opere pubbliche. Portato a termine l’incarico è operativo prima come tecnico poi come consulente Urbanistico e Tecnico al comune di Buccinasco dove in circa quattro anni sovrintende all’approvazione degli Strumenti Urbanistici del Comune e alla realizzazione del Piano di Opere Pubbliche in esso previste di entità di cinque miliardi. Terminato l’incarico nel 1983 si trasferisce a Roma, dove opera come direttore un’azienda specializzata nella fornitura di materiali per il restauro su commissione della Sovraintendenza ai Monumenti di Roma e di altre strutture. Attualmente restaura mobili di antiquariato con l’antica tecnica della gommalacca, una resina organica prodotta da un insetto, con la quale ottiene risultati straordinari. Ha conseguito un Premio Speciale e ulteriori qualificazioni importanti al Premio Nazionale di Poesia ‘Secondo Umanesimo Italiano ®’ con Celebrazione a PALAZZO KECHLER, Udine.

Domanda n. 1: Che cosa aspira ad esprimere scrivendo poesie?

Risposta n. 1:

Ritengo una fortuna avere il dono della poesia. Consente di vivere in parallelo due piani autonomi, quello della vita reale e quello del pensiero interiore dove è possibile creare liberamente. La prima poesia la ho scritta a 50 anni a seguito di una delusione d’amore. Non mi pongo obiettivi quando scrivo, ma certamente il mio vissuto, gli studi al Licei Classico, e la profonda emozione che ho provato nell’incontro con il mondo femminile si trasferiscono anche inconsciamente nelle mie poesie. E’ un ringraziamento alla vita e alle donne di aver reso possibile questa avventura nel mondo della poesia.

Domanda n. 2: Uno dei centri importanti della Sua produzione poetica è un ruolo particolare della donna nella vita dell’uomo e nella vita in generale. Vuole dirci qualcosa di questa funzione che la donna ha secondo Lei?

Risposta n . 2:

L’importanza del ruolo della donna ho cominciato a scoprirlo quando al Liceo Classico sui banchi di scuola si è sviluppato un rapporto di profondo cameratismo tra maschi e femmine. Nel rapporto di amore ho collezionato fallimenti. Non avrei mai pensato che le mie donne abbiano avuto una funzione equilibratrice nel mio animo, ma il poeta a volte non si accorge di esprime delle verità a sua insaputa. La capacità di relazione delle donne anche dopo la fine del rapporto conserva intatto il suo valore di arricchimento interiore. E’ un processo impegnativo perché comporta nell’uomo una rinuncia alla sopraffazione e l’umiltà di ascoltare e capire la diversità profonda tra i sessi. La donna secondo me è fatta per restituire, e (almeno per me) quando ho dato qualcosa a una donna sono stato sempre ripagato in larga misura.

Domanda n. 3: Che cosa pensa del nuovo modello femminile unisex che mi pare piuttosto diffuso nella società attuale? Lo trova in contrasto con la funzione femminile espressa nelle Sue poesie?

Risposta n. 3:

La differenza tra i sessi è un valore. La storia dell’umanità spesso ha calpestato le donne. Forse le donne possono più facilmente adottare il modello unisex che secondo me non vogliono, ma che adottano per mancanza di rispetto degli uomini. Gli uomini lasciati, non il mio caso, alle volte reagiscono con violenza criminale perché nel rapporto con la donna si sentono completati e quando perdono questo valore non si rassegnano e perdono la ragione.

Domanda n. 4: Mi permetto una citazione che credo consona al nostro discorso: nel film Mezzogiorno di fuoco, gli uomini abbandonano lo sceriffo che resta solo ad affrontare i quattro banditi; le donne stimolano i loro uomini ad aiutarlo, ma inutilmente; la moglie stessa lo abbandona il giorno delle nozze in quanto ritiene che uno sceriffo non più in carica debba fuggire dalla vendetta di Frank Miller; alla fine tuttavia, quando l’uomo si trova del tutto solo, l’alleanza stipulata con il matrimonio la porta ad essere l’unica persona che uccide per salvargli la vita e rischia la propria, in un’alleanza insuperabile che ci ha regalato il grande regista austriaco Fred Zinnemann. Mi pare, da quanto si evince dalle Sue liriche, che anche Lei, seppure su un piano diverso nella fattispecie, si ponga in alleanza con il femminile, che Lei accetti la guida morale ed equilibratrice della donna, ciò che qualifica un uomo capace di non essere violento e prevaricatore nei confronti della donna. Ritiene di rappresentare un uomo nuovo o si sente un uomo tradizionale?

L’alleanza conviene anche se comporta il terremoto dell’anima. Una donna chiede all’uomo di essere amata, cosa che l’uomo confonde con il possesso. Il maschilismo è la malattia mortale di un rapporto sano. Rimanere donna, non rinunciare alla sua femminilità è la bellezza del mondo. Se la produzione poetica è il segno dell’alleanza, questa si è rafforzata in tarda età. Per un uomo femminilizzarsi è un incubo. Non è facile lasciarsi coinvolgere dal femminile restando uomo, tuttavia io ci sono riuscito. Il femminile mi ha aiutato nella mia esistenza e a diventare poeta, l’alleanza con il femminile non mi ha fatto sentire menomato nella mia natura maschile, anzi, l’ha rafforzata nella direzione più positiva. Per me si tratta dell’alleanza classica nella vita delle persone, nella realizzazione della quale mi permetto di sentirmi un uomo nuovo ed eventualmente tradizionale in sintonia con uomini come il regista che ha citato Lei.

Domanda n. 5: Sono perfettamente d’accordo con il riconoscimento della validità dell’alleanza del maschile con il femminile, è quanto ritengo si possa e anche si debba realizzare senza che nessuno dei due poli debba essere prevaricato dall’altro, le differenze nel rispetto della giustizia sono il sale della vita. L’ultima domanda a chiusura dell’Intervista: Quali sono i Suoi progetti in ambito della Sua produzione poetica?

Risposta n. 5:

Spero che le mie poesie possano essere utili a comprendere il vantaggio di allearsi con il femminile (inesauribile fonte di interscambio morale e intellettuale). Sarà un contributo per arricchire la dimensione del bello interiore unica cosa che ci rende vivi.

È stato intervistato l’architetto Giorgio Fusco, disegnatore artistico e illustratore, poeta.

 



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